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Vicoli e scalille, quando la ‘vita social’ era davanti casa

vicoli e scalille Di Sambiase

Oggigiorno siamo così abituati a vivere all’interno di una piazza virtuale, che ci sembra quasi strano, immaginare una vita diversa. Tutto si organizza sfogliando gli eventi sui social network seduti comodamente nella nostra casa e, anche le nostre amicizie, sono gestite e regolate nelle rubriche telefoniche e dai contatti della rete. La chat ha preso il sopravvento, il videogioco spesso attrae l’attenzione dei nostri piccoli. Vivere la vita all’aperto in strada, sotto casa, è quasi una chimera. Riviviamo, allora, la ‘vita social’ d’altri tempi come si svolgeva molti lustri addietro nel centro storico di Sambiase a Lamezia Terme

La casa si apre all’esterno

Un tempo quando tutto questo non esisteva, per incontrarsi si scendeva in strada. La vinella (vicolo o viuzza) sotto casa dove tutti i pomeriggi, dopo aver finito di studiare si scendeva a tirare un calcio al pallone o incontrare l’amichetta del cuore, era il fulcro della quotidianità. La vita era regolata da ritmi più lenti e, si trovava il tempo per intrattenersi con il vicino di casa, scambiare opinioni e vivere il quartiere. Ancora oggi nei nostri centri storici sono riconoscibili alcuni elementi architettonici, pensati appositamente per questo scopo. È anche vero che l’interno, era molto ridotto, rispetto alle nostre abitazioni moderne.

Una Via Del Centro Storico di sambiase

‘Nu luoco sutta e unu supra, un vano al piano inferiore e uno al piano superiore messo in comunicazione con una scala in legno, dove si svolgeva la vita delle famiglie, solitamente numerose. E quindi, da menti attente e ingegnose, vengono inseriti particolari elementi per arricchire e facilitare la convivenza e la convivialità.

I social network di una volta

Sono tutte soluzioni pensate per aprire l’alloggio all’esterno, per avere un luogo all’aperto che la casa non permetteva. Se questa era molto umile era più facile trovare solo il pisualu (dal greco pezùlion). Un piccolo sedile in pietra posto vicino alla porta di ingresso. Una seduta su cui i padroni di casa si accomodavano per prendere il fresco durante le sere d’estate. Ma ancora più comune era trovare le massaie a svolgervi piccoli lavori domestici; a mondare le verdure o sferruzzare, scambiando due chiacchiere con la vicina. Era il modo più comodo per tenere d’occhio i bambini che giocavano lì vicino e, perché no, essere guardate dal promesso sposo. Se la casa era più comoda o si trovava al piano superiore era comune ritrovare il vignano.

una via del centro storico tra vicoli e scalinate

Nel volume “La lingua dei padri. Dizionario dialettale (le parlate della Piana Lametina)” di Santo Sesto, si legge che, il termine deriva dal latino maenianum che vuol dire terrazzino. Secondo il Sesto, Caio Maevius, centurione di Roma, fu il primo a essere autorizzato nel 318 a.C. ad aprire nella sua casa affacciata sul Foro Romano un terrazzino.

Un elemento di derivazione antica: il vignano

Un’origine antica per un particolare elemento che, passeggiando per le vinelle del centro storico di Sambiase, si ritrova spesso. È costruito in modo differente, secondo le esigenze e, secondo la disponibilità della famiglia. È composto da una scalinata esterna, con numero variabile di gradini per accedere agevolmente in casa e, un pianerottolo più o meno ampio. Racchiuso da un muretto o da balaustrine decorative. In alcuni casi è presente anche un elemento di copertura, che lo fa somigliare a un piccolo portico.

una via del centro storico con un classico vaglio

Vi si riponevano e ancora si trovano vasi con fiori e le essenze per la cucina; il basilico, il prezzemolo e l’immancabile peperoncino. Anche qui le famiglie si riunivano e si intrattenevano. Ci si sedeva sul pianerottolo o sui gradini, un luogo più discreto per passare buona parte della giornata.

Il microcosmo delle abitazioni del vaglio

Una menzione a parte meritano i vagli. Letteralmente vaglio (dal francese bail) significa cortile. Sono luoghi ricavati dalla costruzione delle abitazioni che si raccoglievano intorno a questo spazio di condivisione. Può avere diverse conformazioni a seconda del numero di abitazioni che vi si affacciano e diverse grandezze. Al vaglio si accede attraverso un apertura ad arco ricavato nel piano inferiore di una casa. E, a seconda dell’ampiezza del varco, poteva essere pedonale o molto più comunemente permettere il passaggio del carro.

una via del centro storico con un piccolo cortile fra le case

In alcuni casi è presente la casa del padrone con le case dei dipendenti tutto intorno. Attorno al cortile si creava un piccolo ecosistema. Era il luogo della condivisione, del lavoro, della festa, del dolore. Tutta la vita delle persone ruotava intorno al vaglio. Gente che era legata da un filo indissolubile, un microcosmo che purtroppo noi con i nostri ritmi frenetici, le nostre riservatezze non saremmo più in grado di vivere. Ma chissà forse un giorno per vivere meglio, metteremo da parte il nostro smartphone e ritorneremo a sederci sui gradini di una casa ad assaporare la lentezza, ascoltare le persone care e vedere cosa succede intorno a noi.

Gianna Maione

Autore: Gianna Maione

Curiosa, frenetica e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo amante della lentezza tipica del mio Sud. La cosa importante è sfuggire la noia! L’arte, il cinema, i libri sono i miei fidati compagni di viaggio, insieme ai miei amici più cari e ai miei studenti, che non finirò mai di ringraziare. La scrittura, una bellissima abitudine!

Vicoli e scalille, quando la ‘vita social’ era davanti casa ultima modifica: 2019-04-02T09:13:22+02:00 da Gianna Maione

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