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Lamezia antica, il rione di San Teodoro e il Castello dove dimorò Federico II

Castello

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Il Castello Normanno-Svevo si erge maestoso sulla parte più alta della città, nel quartiere della vecchia Nicastro. Il maniero domina l’antico borgo sottostante di San Teodoro. Su in cima, dalle sue torri si può ammirare un panorama mozzafiato. Nelle giornate in cui il cielo è terso lo sguardo arriva fino al mare, al Golfo di Sant’Eufemia. Il castello e il vecchio rione sono uno degli angoli più suggestivi del centro storico di Lamezia Terme.

Castello Panorama

Federico II di Svevia

Il castello, di cui oggi rimangono solo dei ruderi, secondo alcune fonti storiche è stato costruito intorno al IX secolo per volere dei Bizantini. Secondo altri il grande complesso murario risale all’XI secolo e fu opera dei Normanni. In epoche successive venne fatto ampliare da Federico II di Svevia che ordinò la costruzione di caserme, poi adibite a carceri. Il sovrano volle anche la realizzazione di un mastio pentagonale e di una cinta muraria.

Castello Federico Ii

Federico II di Svevia fu un sovrano illuminato; un personaggio dal grande spessore politico e culturale, che seppe dare orgoglio e vigore al Meridione italiano. Fu proprio l’imperatore svevo, nonché re di Sicilia, a volere l’istituzione dell’università di Napoli con l’editto del 5 giugno 1224. Il terremoto del 1638 danneggiò fortemente l’imponente castello di cui oggi rimangono solo i resti di quattro torri cilindriche, i bastioni, le mura e un contrafforte con una loggetta cieca. Insieme al castello nacque anche un agglomerato urbano intorno alle massicce mura di cinta, il rione di San Teodoro.

L’antico quartiere

Un gruppo di case abbarbicate su una timpa che hanno costituito e continuano a rappresentare uno degli scorci più suggestivi di tutta la città. Il Castello e le vicine case di San Teodoro costituiscono un unicum, tra i simboli più noti di Lamezia. Al centro del vecchio rione delle case che si arrampicano sulla collina vi è la chiesa di San Teodoro che risale al XIV secolo. Nella parte più alta del quartiere svetta la chiesa della Veterana, così chiamata proprio perché è la chiesa più antica di tutta la città.

Castello Chiesa Veterana
La fondazione della chiesa Veterana è legata ad una leggenda. Si narra infatti che la Madonna delle Grazie apparve in sogno ad una figlia di Federico II, chiedendole la costruzione di una chiesetta sul colle di fronte al castello. Federico II, che era anche terziario dell’ordine cistercense, ereditò dalla madre Costanza d’Altavilla tutti i beni dei Normanni. Riscattò così l’antica città di Nicastro dalla feudalità benedettina che possedeva la metà della città, incluso il castello. All’abate dell’abbazia di Sant’Eufemia diede in cambio altri possedimenti appartenenti ai vicini comuni di Nocera e Aprigliano.

I vicoli che raccontano la storia

Storia e leggenda hanno sempre avvolto in un alone di fascino misterioso le mura del maniero in cui dimorò il grande Federico II. La tana delle fate, la chioccia e i pulcini d’oro, il paggio Gerlando e la principessa Ingrid, sono solo alcuni delle mitiche narrazioni che don Pietro Bonacci ha raccolto nel suo volume “San Teodoro, antico rione di Nicastro”.

Castello Copertina Finale

La casa di don Pietro, sacerdote e letterato, è nella piazzetta del vecchio rione vicina a quella di Pietro Ardito, prete del Risorgimento che nacque pure nel quartiere di San Teodoro. Due ministri di Dio che per le loro virtù morali e spirituali sono tra i personaggi illustri della storia cittadina. In passato, i vicoli di San Teodoro e il Castello Normanno – Svevo sono stati scelti come esclusive location di particolari eventi: dal presepe vivente alla rappresentazione sacra della Via Crucis. Tra le mura del maniero, per diversi anni, si sono anche svolte delle rassegne cinematografiche estive e degli spettacoli teatrali. Momenti unici che hanno regalato al pubblico l’emozione di uno scenario naturale a dir poco incantevole.

Lamezia antica, il rione di San Teodoro e il Castello dove dimorò Federico II ultima modifica: 2018-11-14T09:13:02+00:00 da Maria Scaramuzzino

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