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Intervista a Laura Curcio, giovane lametina premiata alla Camera

Universita- Laura Curcio durante la premiazione alla Camera

Tra i 120 ragazzi italiani considerati più meritevoli dalla Fondazione Italia USA c’è Laura Curcio, 25 anni, di Lamezia Terme. Al momento vive e lavora in Norvegia. Alla Camera dei Deputati ha ricevuto un premio prestigioso, un attestato di ‘professionista accreditata’ in “Global marketing, comunicazione e made in Italy”. Abbiamo pensato di intervistarla per conoscere meglio una giovane lametina che si sta distinguendo nel panorama internazionale.

Un premio destinato a pochissimi in tutta Italia. Cosa ti ha portato fino a lì? Dove hai studiato e quali erano le tue ambizioni?

Sicuramente è un bel riconoscimento, potremmo dire che è una selezione della selezione di chi si laurea con il massimo dei voti (cosa che è molto comune oggigiorno), quindi è un passo in più da quel classico 110 e lode. Non so esattamente cosa mi ha portato fin lì, ho semplicemente fatto quello che mi piaceva e mi rendeva felice. Ho iniziato studiando economia all’Università della Calabria. Poi un bel giorno un paio di studenti internazionali mi hanno chiesto delle informazioni in inglese e sono andata in panico. Lì ho deciso che l’unico modo per migliorare l’inglese, in un posto dove davvero poche persone lo praticano, era quello di andare in Erasmus. Ho iniziato così la mia carriera internazionale: 4 Erasmus e ricerca tesi a Shanghai. Ho anche deciso di intraprendere il corso magistrale in International Management all’università di Modena e Reggio Emilia, erogato interamente in lingua inglese.

Universita Premiazione Alla Camera

Laura Curcio durante la premiazione alla Camera

La mia ambizione è avere una brillante carriera prima di tutto, penso che la realizzazione personale sia importante per avere un equilibrio in tutte le altre cose. Una cosa che mi fa sorridere è che ai miei genitori viene chiesto: come avete fatto a mantenerla? È stato caro sostenerla nelle scelte che Laura ha fatto? La risposta è che ho cercato di dare sempre il massimo ed ho ricevuto tante borse di studio, con cui sono riuscita a fare tutto da sola, intraprendendo un percorso di cui mi sento ancora solo all’inizio! Alle persone ambiziose non servono tutti questi soldi come si pensa. È molto più facile ed economico (sono 4 anni che non gravo sui miei genitori) di quanto sembra se davvero credi in quello che fai! Ovviamente i miei genitori mi sono stati accanto nelle mie scelte e per questo li ringrazio tantissimo!

Raccontaci qualcosa di te, cosa ti piace fare nel tempo libero e quali sono le tue passioni?

Amo viaggiare e lo faccio nel modo più economico possibile. Quando non posso viaggiare mi piace andare a fare lunghe camminate nella natura. Sono un’esploratrice insomma. Sono molto curiosa, e penso sempre che ancora so solo il 15 % delle cose. Per cui in giorni di pioggia vado su YouTube per imparare qualcosa di nuovo scrivendo in generale ‘come si fa questo?’, mi piace leggere, giocare in strategy game, informarmi su come rispettare l’ambiente nei migliori dei modi. Ora faccio parte di Greenpeace Norge e spero di organizzare bene i progetti di cui sono responsabile.

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Da quanto vivi in Norvegia? Come la descriveresti a chi non l’ha mai visitata e la conosce per luoghi comuni?

Vivo in Norvegia da settembre 2018, quindi sono appena arrivata! Abito ad Oslo, la capitale dove c’è sempre qualche evento a cui partecipare. Tutti sanno che la natura norvegese è spettacolare (ed è vero!). Oslo in inverno è freddina, ma non più che al Nord Italia. È buio in inverno, ma non vivo al nord della Norvegia per cui ci sono 6 ore di luce in ogni caso. Ma va bene, sai perché? Perché tutto il resto qui funziona benissimo e le persone sono felici e soddisfatte della propria vita. I servizi sono efficienti, andare al lavoro è divertente e stimolante non solo perché i salari sono molto alti, ma perché c’è un ottimo equilibrio vita-lavoro. Qui la gente non vive per lavorare, ma lavora per vivere: è normale lasciare il lavoro prima se devi prendere tuo figlio a scuola, è normale che il tuo capo sembra un altro dipendente come te, i titoli sono solo formali ma all’interno di un’impresa hanno tutti la stessa importanza. C’è un livello di fiducia altissimo, e magari ti trovi al tuo primo lavoro ma sai che avrai dei compiti importanti, perché si fidano di te e sanno che lo puoi fare! Le persone all’inizio sono abbastanza fredde, ma appena diventano tuoi amici lo sono per sempre, c’è molta onestà e rispetto tra persone e per l’ambiente.

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Quando in Italia pensiamo di essere ‘indietro’ rispetto agli altri Paesi europei, credi sia una percezione reale? Allontanarsi dalla propria terra rende più facile riconoscerne le qualità?

Purtroppo è verissimo. L’Italia è abbastanza indietro rispetto agli altri paesi europei (se l’esempio sono Norvegia e Scandinavia in generale allora è anni luce indietro). Stiamo entrando adesso verso la digitalizzazione, quando per esempio qui in Norvegia non c’è quasi più niente in carta. Ogni volta che ritorno in Italia ho una sensazione stranissima: sono contenta perché è bella, le persone, il cibo, la storia, ma sono amareggiata perché purtroppo non basta, quelle sono le componenti che vanno bene solo per una bellissima vacanza. Il problema principale secondo me è che i governi pensano a tutto tranne che alla cosa più importante: promuovere la scuola e il sapere, i giovani (es: qui le università sono gratis). Da qui infatti, parte tutto!

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La città in cui sei nata è cambiata molto negli ultimi anni, ci sono festival di rilevanza internazionale e diverse realtà culturali sono molto attive. Cosa ti auguri per il futuro di Lamezia?

Anche se ci sono dei cambiamenti, credo che siano ancora troppo timidi. Questo mio pensiero può essere però dovuto al fatto che non seguo molto le notizie locali, e quando mi trovo a Lamezia per le vacanze per me è un ritornare sempre nello stesso posto, dove vedo sempre i soliti amici e persone che raramente hanno cambiato quello che fanno, non intendo in senso negativo, ma semplicemente che, appunto, non ci sono molte novità. Mi auguro sempre che ci possa essere un cambiamento più evidente, ma allo stesso tempo non so da dove potrebbe cominciare. Come me, altri ragazzi che conosco si sono spostati al Nord-Italia o in altri paesi nel mondo. Vorrei ci fosse un motivo grande ed importante per cui potremmo decidere di ritornare, di restare. Ho l’idea che le persone sono diventate passive, accettano tutto come se fosse normale. Per cui, sì, mi auguro che qualcuno si svegli e diventi attivo per davvero!

Intervista a Laura Curcio, giovane lametina premiata alla Camera ultima modifica: 2019-02-08T10:59:40+00:00 da Anna Colistra

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