PERSONAGGI QUARTIERI

Franco Costabile, la Calabria nei versi di un poeta tormentato

Costabile

Per parlare di Franco Costabile, poeta lametino nato a Sambiase, inizieremo dalla fine. La fulgida quanto tormentata produzione artistica del letterato s’interrompe bruscamente nel 1965 a Roma, quando poco più che quarantenne, decide di porre fine alla sua breve vita. Un suicidio di protesta, così lo definì Giancarlo Vigorelli, direttore della rivista “L’Europa letteraria” che qualche giorno dopo quel fatale 14 aprile pubblicò dei versi inediti.

Costabile La Casa A Sambiase

La casa di Costabile nel centro storico di Sambiase

La poetica

Una protesta che Costabile aveva cesellato parola per parola lungo tutto il percorso tracciato dalla sua produzione poetica. Con i suoi versi, raccolti nelle due sillogi Via degli Ulivi e La rosa nel bicchiere e altre poesie, il poeta sambiasino aveva dipinto la Calabria a tratti forti. In entrambe le opere alternava l’asprezza e la dolcezza della sua terra. L’arte poetica di Franco Costabile è infatti un imperituro canto alla terra natia. In questo canto la solitudine e il tormento dell’uomo abbandonato, sradicato e dimenticato, si mescolano alla consapevolezza della miseria cruda, eppure densa di vita autentica.

Costabile Poesia Esposta A Sambiase

Una delle poesie esposte nel centro storico

La vita

Nato il 27 agosto del 1924 a Sambiase, il poeta trascorre l’infanzia e l’adolescenza nella città della Piana con l’adorata madre. A Nicastro completa gli studi liceali prima di muoversi verso Messina e poi alla volta di Roma per quelli universitari che concluderà con una laurea in lettere nel 1946. Unica parentesi degli anni lametini fu quella del 1933, quando, sempre insieme alla madre, si reca in Tunisia. L’intento è quello di ricongiungersi col padre che aveva abbandonato la famiglia subito dopo il matrimonio. Lo strappo alla quotidianità fu però fallimentare, avendo come unico esito un aggravamento della frattura familiare e il mesto rientro in patria del poeta bambino e di sua madre.

Costabile Via Centro Storico

La via del centro storico dove abitava Costabile e dove sono esposte le sue poesie

Il dolore dell’abbandono paterno, del distacco e della solitudine generata da questa mancanza, ritorneranno sempre nei suoi versi, tanto che quando nel 1950 uscirà Via degli Ulivi si preoccuperà di far avere una copia dell’opera al padre. Nel 1953 Franco Costabile convola a nozze con la sua ex allieva Mariuccia Ormau, con la quale tra il 1955 e il 1957 ebbe le due figlie Olivia e Giordana. Fino all’anno di pubblicazione della seconda silloge La rosa nel bicchiere e altre poesie, il 1961, lavora come docente precario, successivamente si dedica in maniera esclusiva alla poesia fino al fatidico 1965.

Via degli Ulivi

La prima raccolta Via degli Ulivi si presenta come un mosaico di versi che trasudano l’impeto della ricostruzione, dell’impegno dopo la distruzione. Uscita in pieno dopoguerra, l’opera è intrisa di quei sentimenti di speranza e rinascita che avevano coinvolto le arti, la politica e l’intera società italiana. La terra natia, il paese, l’amore e, più in generale, la Calabria si mostrano alla stregua di una tela di ricordi. Tale è la riflessione di Antonio Iacopetta in un’accurata analisi critica dell’opera.

Costabile Poesia Sul Padrone

Una delle poesie esposte

La rosa nel bicchiere e altre poesie

La seconda raccolta La rosa nel bicchiere e altre poesie è un pungente canto sulla vicenda umana dell’autore fortemente connessa a quella della sua terra, la Calabria. Tramite i versi cesellati in questa silloge, Costabile tratteggia con crudo realismo e senza inutili ornamenti l’asprezza, la rabbia e la solitudine dei luoghi natii. Sentimenti, questi, che il poeta ritrova nella propria quotidianità.

L’anno cruciale

Il 1965 è, infine, l’anno cruciale. Le raccolte pubblicate hanno riscosso un buon apprezzamento. Franco Costabile è stato timidamente riconosciuto quale affermato poeta. Intanto continua a scrivere pur non avendo ancora tracciato le linee di una nuova raccolta. Nonostante ciò, nella vita del poeta vi sono ancora delle assenze. La morte dell’amata madre e il trasferimento a Milano della moglie e delle figlie ha generato un ulteriore abisso nel suo animo già tormentato.

Costabile Teatro Politeama

Il teatro Politeama Costabile di Lamezia

Le speranze e le illusioni che avevano animato la prima silloge e lo sguardo attento della seconda confluiscono in un sentire sconsolato, quasi privo di appigli. Con tale desolazione Costabile giunge alla decisione finale, non prima d’aver lasciato all’amico Enotrio Pugliese le ultime poesie vergate in stilografica di proprio pugno. Tra queste spicca Qualcosa, l’ultimo canto della solitudine. “Qualcosa / deve pure cambiare / coi libri / con le macchine / con le stelle che aspettano. / Qualcosa / deve invece ripetersi / rassomigliare”.

Lamezia ricorda

Ad oggi Lamezia Terme tributa al suo poeta un rinnovato interesse e da qualche anno ha dedicato a Franco Costabile il teatro politeama di Sambiase.

Franco Costabile, la Calabria nei versi di un poeta tormentato ultima modifica: 2019-01-24T08:49:02+00:00 da Daniela Lucia

Commenti

To Top