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Saverio Iacopino, il medico lametino che studia gli effetti del Covid sul cuore

Iacopino Saverio (2)

C’è un po’ della nostra terra nel novero delle ricerche italiane sul Covid-19. A guidare lo studio sull’incidenza di problematiche del ritmo cardiaco nei pazienti affetti da Coronavirus è infatti il lametino Saverio Iacopino. Un cardiologo di fama internazionale con un curriculum di altissimo livello.

Iacopino Saverio
Il dottor Saverio Iacopino

Iacopino è alla guida dell’équipe di Aritmologia ed Elettrofisiologia del Maria Cecilia Hospital, ospedale di alta specialità accreditato con il Servizio sanitario nazionale. Il team ha esaminato la suddetta incidenza sui pazienti affetti da Covid-19 ricoverati nel nosocomio di Cotignola (Ravenna) dal primo al 26 aprile scorsi. L’esame ha considerato il fenomeno sia come conseguenza diretta dell’infezione da Coronavirus sull’attività cardiaca che come effetto delle terapie farmacologiche prescritte.

Lo studio di Iacopino pubblicato da una rivista scientifica internazionale

Le ricerche condotte dalla squadra coordinata da Saverio Iacopino hanno trovato piena accoglienza in ambito scientifico internazionale. Tant’è che la rinomata rivista scientifica Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology (AHA Journals) ne ha pubblicato i primi risultati. Come spiega lo stesso Iacopino, i degenti affetti da Covid-19 hanno manifestato un aumento del rischio aritmico. In aggiunta a ciò hanno affrontato terapie per il rischio trombotico, con le relative conseguenze. “Antibiotici, antinfiammatori ed eparina hanno dimostrato di avere effetti positivi sull’aspettativa di vita di questi pazienti a prezzo di effetti collaterali attesi, non solo su fegato e reni, ma anche sul cuore”, ha sottolineato Saverio Iacopino.

immagine del covid

L’uso di azitromicina e idrossiclorochina

Infatti. nelle terapie per infezione da Covid-19 si utilizzano farmaci come l’azitromicina o l’idrossiclorochina. Questi possono estendere l’intervallo QT, ossia il tempo di recupero dei ventricoli del cuore tra una prima contrazione e la successiva. Iacopino chiarisce che proprio proprio esaminando tale parametro “è possibile misurare gli effetti di questi farmaci e prevenire la possibile insorgenza di aritmie cardiache”.

Iacopino e la sua équipe illustrano il campo d’osservazione

Il campo d’osservazione delle ricerche condotte dall’équipe di Iacopino non ha riguardato solo l’effetto delle terapie farmacologiche per Covid-19 su parametri semplici quali il QT. In aggiunta a ciò infatti il team coordinato dal medico lametino ha studiato l’incidenza di aritmie, atriali o ventricolari o l’eventuale necessità di interventi necessari per il controllo delle aritmie stesse.

Monitor Cuore

Iacopino conclude affermando che “i pazienti con infezione da Covid-19 hanno mostrato un prolungamento dell’intervallo QT nel 17 per cento dei casi, senza evidenza di aritmie maligne”. E aggiunge: “In oltre il 40 per cento dei degenti abbiamo registrato una maggiore incidenza di fibrillazione atriale di nuova insorgenza, considerato un indicatore di rischio per ictus, ma anche un marker dell’infiammazione nel muscolo cardiaco. Mentre è stata documentata una bassa incidenza di aritmie ventricolari non sostenute e bradicardie sintomatiche”.

Individuazione delle manifestazioni aritmiche

Tra i pazienti seguiti da Saverio Iacopino e dai suoi collaboratori, nessuno ha sviluppato aritmie maligne. In generale, l’aritmia atriale è stata gestita in acuto secondo le indicazioni delle linee guida. Inoltre, dopo la guarigione e le dimissioni, i pazienti sono stati seguiti per verificare eventuali effetti a lungo termine. A oggi, dopo ben sei mesi, in nessun paziente è emersa la necessità di interventi ulteriori. Tuttavia alcuni sono monitorati tramite un loop recorder, vale a dire un registratore impiantato sottopelle che consente di verificare se l’aritmia era una problematica momentanea determinata dal Covid-19 o se il paziente possa presentare nuovamente l’infezione.  Nel caso in cui la patologia infiammatoria dovesse ripresentarsi, si potrà procedere in maniera risolutiva sull’aritmia tramite un’ablazione o un pacemaker.

Cuore studiato da Iacopino

Il monitoraggio successivo alle dimissioni sarà oggetto di una seconda pubblicazione. In quanto, ha spiegato Saverio Iacopino, pur conoscendo il fenomeno in atto, “mancano ancora invece degli studi che ci diano indicazioni precise sull’eredità del Covid-19 sulla nostra salute. Le ulteriori indagini in corso sui pazienti ci permetteranno di capire se la patologia Covid-19 presenterà manifestazioni aritmiche a distanza. I pazienti continuano infatti ad essere seguiti grazie alla telemedicina e in particolare al controllo in remoto tramite il loop recorde. Così in grado di gestire eventuali ricorrenze e complicanze a distanza”.

Saverio Iacopino, il medico lametino che studia gli effetti del Covid sul cuore ultima modifica: 2020-11-07T10:00:46+01:00 da Daniela Lucia
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