I LAMETINI RACCONTANO LAMEZIA TERME

itLameziaTerme

EVENTI TRADIZIONI

Tombolata del fuorisede: quando Trame dà i numeri

Tombolata Fuori Sede

Sulle imbandite tavole del Sud, tra il Natale e l’Epifania, un posto di riguardo è riservato al gioco di società per antonomasia: la tombola. Da secoli, rallegra e tiene unite le famiglie durante i giorni di festa. Ma le famiglie non sono solo quelle convenzionalmente costituite; è quel posto nel quale ti senti accolto, ti senti a casa. E questa è stata la sensazione provata da tutti i partecipanti della tombolata del fuorisede organizzata dalla Fondazione Trame al Civico Trame.

Tombolata del fuorisede: ma il fuorisede chi è?

Tutto ha inizio con la fatidica domanda “Quando scendi?”. Da lì in poi si avvicenderanno biglietti aerei costosissimi, abbracci rimasti sospesi e le occhiatacce della nonna perchè “ti sei sciupato”. Cene che diventano spaghettate delle tre di notte e pranzi che si prolungano fino a cena. Aperitivi con gli amici e tombolate che spesso sfociano in spassosi battibecchi. Ma chi è, esattamente, il fuorisede? Dalla sua carta di identità si evince che il fuorisede è quasi sempre uno studente.

Tombolata Fuori Sede con gli Studenti

È giovane, è nato in un paesino del Sud Italia e sente la necessità di vivere un’esperienza fuori casa. Allora mette in valigia maglioni pesanti, tanti sogni e un grande bisogno di riscatto personale. Con la promessa di ritornare al paesello una volta terminati gli studi. Promessa quasi mai mantenuta perchè la madre adottiva, che si tratti di Torino, di Milano o di Bologna, con lui è stata più generosa di quella naturale. Le feste natalizie, però, si devono passare giù, al Sud! E allora, anche se ormai il fuorisede preferisce l’aperitivo alla cena e nella sua dieta i fritti sono stati sostituiti dalle verdure della Esselunga, si ha il bisogno di abbandonarsi alle abbuffate famigliari. E le case e le piazze del Sud tornano finalmente a riempirsi. 

Le arcaiche origini della Tombola

Emblema delle festività natalizie, la tombola è un gioco da tavolo che ha origini lontane nel tempo ma geograficamente e folcloristicamente vicine. Nata nel 1734 alla corte partenopea di Carlo di Borbone, il gioco di società rappresenta il risultato di una discussione intercorsa tra il monarca e il prete Gregorio Maria Rocco.

Tombolata Fuori Sede con le Ragazze

In quel periodo, nel Regno delle due Sicilie, era particolarmente diffuso il gioco d’azzardo. Incentivato dal sovrano per le ingenti somme che si riversavano nelle casse del regno. Il prete, da parte sua, cercava di porre dei freni, ritenendo che questo allontanasse i fedeli dalla chiesa. Gli abitanti del regno, però, erano talmente legati allo svago che decisero di continuare a giocare al lotto, ideandone une versione casalinga: la tombola. I 90 numeri del lotto vennero racchiusi nel “panariello”: un cestino di vimini a fili intrecciati di forma vulcanica. Nel panariello i numeri si mescolavano tra loro e venivano estratti dal “tombolaro”. Vennero create delle apposite cartelle, sulle quali disegnare dei numeri da spuntare dopo l’estrazione, assegnando la propria sorte alla dea fortuna, figura onnipresente nel folclore meridionale.

La tombolata del fuorisede ritornato a casa

La tombola napoletana, diffusasi poi a macchia d’olio in tutto il Meridione e nel Paese intero, è indissolubilmente legata alla smorfia. Secondo corroborate tesi, la smorfia napoletana discende dalla cabala ebraica ovvero la pratica di associare i numeri in maniera quasi esoterica a simboli ed avvenimenti reali, interpretandone i significati mistici e occulti. Le creative e vivaci menti della Fondazione Trame, con il supporto logistico dei ‘tramati’, hanno legato la tombola alla fisionomia del fuorisede.

Tombolata Fuori Sede Locandina dell'evento al civico trame

La tombolata del fuorisede è stata un connubio di risate, luoghi comuni, ironia e tanta voglia di passare del tempo con persone che condividono un percorso simile. I giovani che hanno partecipato alla tombolata sanno quello che si prova a stare lontani da casa, a lasciare madri o fidanzate. Sanno della rabbia che si avverte sotto pelle quando devi ripartire. Ma sanno anche della meravigliosa sensazione che ti avvolge quando il corriere consegna il “pacco da giù”. O, ancora, quando ti sembra quasi di poterti sedere al tavolo dei nonni la domenica a pranzo in videochiamata.

 Giocatori di tombola al civico trame

La tombola è stata proiettata su un maxischermo e, così come avviene nella smorfia napoletana, a ogni numero ha corrisposto simbolicamente una figura. Prodotti e allegorie fortemente legati alla tradizione meridionale e alla figura del fuorisede. Così il tre è divenuto il simbolo  della brasilena, il venti dei sughi pronti e il quarantatre dei costosissimi biglietti. Anche i premi richiamavano fortemente tale condizione e la tombola non poteva che essere un bel pacco da giù colmo di leccornie frutto di questa terra. Per una sera tutti i fuorisede si sono sentiti a casa, vicini e compresi. Tutti si sono sentiti di giù.

Tombolata del fuorisede: quando Trame dà i numeri ultima modifica: 2020-01-03T08:02:59+01:00 da Martina Falvo
To Top