ARTE STORIA

Terina: Il tesoro di Sant’Eufemia e la tomba di San Sidero

Terina Museo

La Magna Grecia, con la sua fiorente civiltà, ha abitato anche il territorio di Lamezia Terme. La zona della piana che si affaccia sul mare e l’odierna Sant’Eufemia Vetere, infatti, sono i luoghi di fondazione di Terina: colonia di Crotone del V secolo a.C. Collocata vicino alla costa e alla valle del fiume Bagni, Terina garantiva una posizione di egemonia sul Mar Tirreno ai Crotoniati. I quali dominavano anche sullo Ionio grazie all’insediamento di Skylletion (l’odierna Scolacium). Controllando, così, l’intero Ismo di Marcellinara. Una Calabria riflesso di poteri forti, ma anche di società erudita e di creatività artistica. Di recente alcuni nuovi ritrovamenti, riconducibili alla necropoli di San Sidero, hanno riposto l’attenzione sul ruolo che ricopriva, al tempo magnogreco, la città in cui viviamo.

Terina parete museo

Una parete del museo archeologico lametino

La tomba di San Sidero viene esposta per la prima volta

Nella seconda sala del museo archeologico lametino, da qualche giorno, è possibile ammirare la “tomba di San Sidero”. Ritrovata durante gli scavi del 2010, effettuati per la costruzione di un metanodotto vicino alla località Iardini Renda. Questa è una terra di uliveti che si estende lungo il corso del fiume Bagni, zona dove è stato scoperto il sito di Terina. Il sarcofago, risalente al IV sec a.C., rappresenta la degna sepoltura di una personalità di rilievo dell’epoca, soprattutto per la sapienza artigianale con cui è stato realizzato. Si delinea, dunque, un profilo altolocato che distingueva alcuni abitanti di Terina. Molti dei quali avevano un alto grado di istruzione, come testimonia una tavoletta bronzea, inscritta con l’alfabeto utilizzato dalle colonie magnogreche. In base agli studi condotti finora, Terina si può ritenere un centro economico e culturale di riferimento per la Magna Grecia.

Terina Tomba San Sidero

La tomba della necropoli di San Sidero esposta al museo archeologico lametino

Al momento del ritrovamento la tomba di laterizi si presentava col soffitto completamente crollato e con le tegole in frantumi. Sono circa 1200 i pezzi che sono stati riassemblati nell’arco di 5 anni, in un laboratorio allestito all’interno del museo archeologico lametino. Ad occuparsi dell’opera di “ricostruzione” della tomba i ragazzi dell’Ipsia di Lamezia Terme, guidati da Rocco Purri. Grazie a una sinergia avviata tra il polo museale e la dirigente d’Istituto Patrizia Costanzo.

Da Terina al British Museum di Londra

Che Terina godesse di un certo splendore e fosse abitata da personalità di spicco: come abili e raffinati artigiani, commercianti capaci e signori colti e facoltosi, c’era stato già svelato da altri reperti del sito. Testimonianze storiche che il mondo ci invidia. Nella stanza 73, al terzo piano del British Museum di Londra balugina nella vetrina principale il “Tesoro di Sant’Eufemia“. Un’insieme di monili in oro del 300 a.C. provenienti dalla colonia greca di Terina, e che l’antiquario romano Vincenzo Vitalini vendette in parte al museo britannico nel 1896.

Terina Facciata del British Museum

Il British Museum di Londra dove è custodito il tesoro di Sant’Eufemia

Si tratta del più grande e importante ritrovamento di oreficieria della Magna Grecia al mondo, secondo l’archeologo inglese Dyfri Williams. Ed è stato ritrovato a Sant’Eufemia Vetere (contrada Elemosina) all’interno di un sepolcro dissotterrato, riconosciuto come la tomba di Agatocle, signore di Siracusa.
Il tesoro è composto da una collezione di oggetti che, nella loro singolarità, sono opera della sofisticata tecnica orafa magnogreca del IV secolo a.C. Un’oreficieria specializzata in lavorazioni complesse e delicate come martellatura, filigrana, granulazione e cesellatura. Un tocco unico e facilmente riconoscibile, capace di creare capolavori ammirati e imitati da tutto il Mediterraneo.
Alcuni pezzi della nostra storia antica, dunque, hanno trovato il loro posto in uno dei musei più visitati al mondo, per gli altri ritrovamenti, altrettanto rari e inestimabili, rimasti sul territorio ci auguriamo possano avere la stessa risonanza e attenzione dalla comunità locale e internazionale.

Anna Colistra

Autore: Anna Colistra

La curiosità che mi spinge a scrivere è la stessa che mi ha portato a laurearmi in filosofia. Mi piace raccontare con le parole, ma anche con le immagini e con la danza. Nell’abbraccio del tango ho trovato un’altra forma di espressione che mi apppassiona, dove dimora la parte più libera di me stessa. Giornalista pubblicista e girovaga impenitente: macchina fotografica e taccuino (resto legata a carta e penna!) sono i miei compagni di viaggio.

Terina: Il tesoro di Sant’Eufemia e la tomba di San Sidero ultima modifica: 2019-04-13T18:06:53+02:00 da Anna Colistra

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