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Faccia a faccia con Simona Viciani, da Bukowski a Ormeggi Festival

Simona Viciani - immagine Copertina

A Lamezia è in arrivo il primo festival letterario dedicato alla letteratura intesa come condivisione e viaggio. Dal 15 al 17 marzo la città della piana ospiterà infatti Ormeggi Festival.
La kermesse, ideata e promossa da Open space – associazione culturale nell’ambito del progetto Impressioni mobili, trova il suo direttore artistico nella persona di Simona Viciani, traduttrice ufficiale di Charles Bukowski, le cui opere in Italia sono edite per i tipi di Guanda e Feltrinelli.
Proprio a Simona Viciani, nella duplice veste di numero uno del festival Ormeggi e di traduttrice letteraria, rivolgiamo alcune domande con l’intento di conoscerla meglio e di capire cosa la lega alla nostra città.

Che novità porterà in città il festival Ormeggi? Come mai questo nome così evocativo?

Il Festival Ormeggi nasce sotto gli auspici più nobili: un gruppo di ragazzi lametini si è riunito in un’associazione culturale, Open Space, la loro missione è far cultura e condividere le proprie esperienze letterarie attraverso una serie di manifestazioni culturali. Il Festival Ormeggi rientra in questo lodevole progetto.  L’intento è di stimolare alla lettura, alla riflessione, al viaggio interiore. Senza volere essere presuntuosi, speriamo che sia un momento della città e per la città di Lamezia, l’occasione per stare insieme e condividere esperienze culturali differenti che alla fine uniscono.
Il nome ‘Ormeggi’ l’abbiamo scelto perché ci sembrava rappresentasse il momento in cui un individuo ha raggiunto una conoscenza profonda di sé (la barca tranquillamente ormeggiata che ondeggia quieta nel porto) e che è pronto a compiere il proprio viaggio: uscire dal porto per vedere cosa succede nel mare aperto. Ci vuole coraggio: uno strumento può essere la lettura. Da qui il nostro motto: un libro ti salpa la vita. Quindi tornando alla domanda, il festival Ormeggi porterà ondate di novità, bastimenti di parole, tante emozioni, momenti di allegria e momenti di riflessione.

Simona Viciani Locandina del festival Ormeggi

La locandina di Ormeggi, Festival letterario di Lamezia Terme

Come è nato il tuo legame con Lamezia Terme?

Grazie a Bukowski Tales che si è svolto tre anni fa a Lamezia Terme. È stata una bellissima esperienza per me, probabilmente tra le più belle. Erano stati coinvolti tre istituti superiori ed era stata organizzata una tre giorni che prevedeva dibattiti, proiezioni, una mostra fotografica e momenti di aggregazione. A Lamezia Terme ho incontrato persone meravigliose che mi sono entrate nel cuore. Amici autentici, pronti a battersi per un ideale.

Simona Viciani al Bukowski Tales

Simona Viciani a Lamezia per Bukowski Tales nel 2017

Che traccia potrà imprimere il festival Ormeggi nella crescita culturale di Lamezia Terme?

Io spero che riusciremo a lasciare un’impronta importante, la nostra massima aspirazione sarebbe quella di invogliare alla lettura e di risvegliare la curiosità intellettuale che a volte è assopita a causa dalla routine quotidiana.

Parlando ora di Simona Viciani traduttrice di Charles Bukowski, puoi raccontarci come ha avuto origine questa tua grande storia d’amore con l’opera omnia di uno dei pilastri della letteratura americana?

Fin da ragazzina era il mio eroe letterario. Avevo quindici anni quando ho scovato un suo libro in casa. Era stato prontamente messo in una zona off limits, difficile da raggiungere. Si sa che quando si è giovani non ci sono ‘strategie’ che tengano. Così ho cominciato a leggerlo. Ed è stata per me una folgorazione. Mi piaceva lo stile, i temi che affrontava, la sua ironia che sfociava in un cocente cinismo sfoderato per celare una profonda sensibilità. Più tardi ho avuto modo di leggere le versioni originali delle sue opere – ho vissuto dodici anni a Los Angeles – e con amarezza ho notato che le versioni italiane spesso omettevano interi passaggi del Bukowski poeta. Veniva messa in luce soprattutto la figura del Bukowski sporcaccione. Così è cominciata la mia avventura: restituire la vera voce di Bukowski a Bukowski.

Simona Viciani e Linda Bukowski che accarezzano un gatto

Simona Viciani con Linda Bukowski

Chi è il Charles Bukowski che hai conosciuto attraverso il suo “mondo”?

Un uomo dotato di un forte senso dell’umorismo che gli ha consentito di sopportare le cadute e le risalite. Un combattente nato, un cavallo di razza che è riuscito a tagliare il traguardo vittorioso anche quando tutti gli davano del brocco. Un vero poeta. Una figura positiva che è andata oltre il sogno americano.

Simona Viciani nella casa del poeta

Con Linda Bukowski a casa dello scrittore nel 2000

Come si arriva a decidere di tradurre e di fare di questa scelta una professione?

Il mio è un caso a parte: io sono la traduttrice di Bukowski, che come spiegavo è da sempre il mio scrittore preferito. Quindi per me è una vera fortuna. È stata una scelta fortemente voluta. Una mia compagna di liceo mi ha ricordato recentemente che fin da allora dicevo che mi sarebbe piaciuto essere la sua traduttrice.

Quanto ha influito nel tuo lavoro di traduzione l’insegnamento di Fernanda Pivano?

Fernanda Pivano è immensa. Non mi piace di parlare di lei al passato. Per me è stata determinante. Ci ha portato gli scrittori americani, grazie agli insegnamenti del suo professore di liceo, il grandissimo Cesare Pavese. Quando vivevo negli Stati Uniti Fernanda mi ha contattato attraverso la casa editrice Sun Dog Press: voleva venisse pubblicata l’intervista che lei aveva fatto a Bukowski negli anni Ottanta (in Italia era già uscita per i tipi di Feltrinelli, Quello che mi importa è grattarmi sotto le ascelle), ma purtroppo le cassette originali erano andate perse, quindi mi ha chiesto di fare la traduzione inversa: dall’italiano all’inglese. Il libro è stato poi pubblicato con il titolo Laughing with the Gods ed è tuttora utilizzato come libro di testo in alcune università americane.

Simona Viciani e Fernanda Pivano

Insieme a Carl Weissner, traduttore tedesco di Bukowski, e a Fernanda Pivano, allo spazio Oberdan a Milano nel 2000

La kermesse diretta dalla Viciani ospiterà a Lamezia Andrea Carlo Cappi (conosciuto con gli pseudonimi di François Torrent, Alex Montecchi e Andrew Cherry, che porterà il libro Black Zero, Cordero editore 2018), Laura Mancuso (In volo senza confini, Corbaccio),  Maria Attanasio (La ragazza di Marsiglia, Sellerio 2018), Raffaella Ranise (I Romanov, Marsilio 2018), Leonardo Fredduzzi (La venere di Taškent, Voland 2018), i maestri Giovanni Borelli e Domenico Caruso, Daniela Grandinetti, il collettivo Manifest, Francesco Villari e Autori Appesi.

Daniela Lucia

Autore: Daniela Lucia

Mi considero una scrivana senza arte né parte. Sono vocata alla scrittura per indole naturale, bruciata dal sacro fuoco della lettura e attratta dalla storia quale grande biografia dell’umanità sempre in divenire. Laureata in filosofia e comunicazione all’Unical, dove ho completato gli studi con un master in editoria. Scrivo ovunque. Anche sui fazzolettini di carta. Amo il Natale.

Faccia a faccia con Simona Viciani, da Bukowski a Ormeggi Festival ultima modifica: 2019-03-08T09:44:51+02:00 da Daniela Lucia

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