I LAMETINI RACCONTANO LAMEZIA TERME

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Sant’Antonio e i lametini, un legame indissolubile anche in tempo di pandemia

Antonio Cero

Sant’Antonio da Padova, amato e venerato protettore della città di Lamezia. L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Coronavirus quest’anno ha notevolmente condizionato il programma delle celebrazioni antoniane lametine. Per partecipare alle funzioni della Tredicina, al santuario sul colle, i fedeli hanno dovuto munirsi di un apposito pass.

Antonio Chiesa

In chiesa sono state osservate le misure di sicurezza anti-contagio con i posti a sedere tra i banchi ampiamente distanziati e con l’obbligo per ognuno di indossare la mascherina. Nonostante l’emergenza pandemica i lametini non hanno mancato di onorare il loro amato Taumaturgo, da secoli venerato nella città della Piana. Anche se ridimensionati, i festeggiamenti antoniani hanno acquistato una dimensione sicuramente più intima, più riflessiva.

Antonio Messa

Le migliaia di fedeli che ogni anno affollano il santuario durante la Tredicina quest’anno si sono dovuti necessariamente scaglionare e distanziare ma hanno espresso, sempre con grande e fervente intensità, la loro deferenza e venerazione al santo protettore. Un legame indissolubile che neanche la pandemia può e riesce a scalfire!

Il messaggio del vescovo Giuseppe Schillaci per la solennità di Sant’Antonio

Il pastore diocesano, mons. Giuseppe Schillaci, dal policlinico Gemelli di Roma dove si trova ricoverato per un intervento chirurgico, ha inviato un suo messaggio per la solennità di Sant’Antonio da Padova. Prendendo spunto dal pensiero del Taumaturgo, Schillaci esorta così la comunità ecclesiale lametina: “Cessino, ve ne prego, le parole, parlino le opere. Traiamo spunto dal nostro santo – scrive il vescovo – per ritrovare rinnovato entusiasmo in questo tempo del Coronavirus.

Vescovo Altare
Il vescovo diocesano, mons. Giuseppe Schillaci

Cogliamo questo momento favorevole, per liberare energie, fantasia, creatività per essere veramente tutti discepoli missionari. Non ci scoraggiamo! Abbandoniamo stili di vita che rifiutano accoglienza, rispetto umano, discrezione, pudore. Privilegiamo la bellezza dei rapporti umani sereni ed equilibrati nei confronti di tutti, senza escludere nessuno. Mostriamo di credere nell’essere umano di ogni razza o nazionalità. Facciamo in modo che questo privilegio passi dal servizio mite, umile, concreto nei confronti dei più poveri.

Santantonio Statua
La sacra effige di Sant’Antonio da Padova

Non dimentichiamoci di loro, i più piccoli, i più fragili, dei più poveri dei poveri, perché sappiamo bene che la credibilità dell’annuncio e della testimonianza della nostra fede passa da loro. Domandiamo l’intercessione di Sant’ Antonio di Padova, patrono dei poveri e dei sofferenti. Trasmettiamo con la nostra vita più gioia, più speranza, più umanità”.

Un nuovo inno per il Taumaturgo di Lisbona, santo di Padova

“Taumaturgo instancabile, portatore del Verbo divino. Antonio, mite ed umile di cuore”. È il ritornello dell’inno in onore di Sant’Antonio di Padova “Antonio, fulcro d’amore”, scritto dal giovane studente lametino Pierluigi Mangani. L’inno è composto dalla docente del liceo musicale lametino Sara Saladino, che ne ha affidato la realizzazione a Diego Apa, musicista e docente che ne ha curato gli arrangiamenti e l’orchestrazione.

Santuario Antonio Da Padova
Il santuario antoniano di Lamezia Terme

L’inno al santo padovano è stato eseguito dal coro “Frate Sole”, nato in occasione del cinquantesimo anniversario della parrocchia di Santa Maria degli Angeli che è anche il santuario dedicato al Taumaturgo. Un luogo di culto secolare retto da sempre dai Frati Cappuccini. La composizione e l’esecuzione dell’inno è stata un’esperienza forte, all’insegna della fede e della musica, che ha sfidato le difficoltà e gli ostacoli della pandemia che sta caratterizzando questo nostro tempo.

Sant’Antonio e i lametini, un legame indissolubile anche in tempo di pandemia ultima modifica: 2020-06-13T10:49:32+02:00 da Maria Scaramuzzino
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