La vigilia dell'Immacolata, quella di una volta: atmosfera d'altri tempi - itLameziaTerme

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CIBO CUCINA TRADIZIONALE

La vigilia dell’Immacolata, quella di una volta: atmosfera d’altri tempi

Vigilia Copertina

La solennità dell’Immacolata Concezione apre le festività natalizie e non solo dal punto di vista religioso. Nelle case si comincia a respirare un’aria diversa fatta di voglia di stare insieme, di rivedere magari familiari e amici lontani. Voglia di riunirsi intorno ad una tavola per condividere pranzi e cenoni luculliani. Lo spirito del Natale non muta, ritorna puntualmente ogni mese di dicembre e da due anni a questa parte sfida anche la pandemia da Covid-19. Il dilagare dell’epidemia purtroppo non incoraggia le classiche reunion sotto l’albero e intorno alle tavole imbandite ma,rinunciarvi, è quasi impossibile.

Albero Natale

L’Immacolata Concezione, la prima delle feste

 Fino alla prima metà del Novecento, nelle case dei lametini la vigilia dell’Immacolata Concezione e anche di tutte le altre feste, era un’importante occasione veramente molto attesa per stare insieme. Tuttavia la tavola era piuttosto spartana. Per tradizione le pietanze erano 9 o 13 e avevano in comune un elemento basilare: erano genuine e preparate con prodotti a chilometro zero. I lametini per anni hanno portato avanti, forse inconsapevolmente, lo stile del mangiar sano dettato dalla Dieta Mediterranea. Un modus vivendi che in molti stanno riscoprendo.

Pasta Mollica il primo dell'immacolata
Pasta sarde e mollica

La vigilia, quella di una volta

 I cenoni della vigilia di un tempo iniziavano con le immancabili grispelle che in altre zone della Calabria hanno altri nomi: zeppole, monacialli, cuddruriaddri etc. Con le alici o ricoperte di zucchero, erano l’antipasto classico da accompagnare con un buon calice di rosso. Il gustoso fritto lasciava poi spazio al primo piatto: la tradizionale pasta e sarde con la mollica. Semplice ma dal sapore spiccato magari reso ancora più forte e deciso con un pizzico di peperoncino. La vigilia non poteva definirsi tale se non c’era il baccalà, sia fritto che in umido. Si continuava con altre pietanze di pesce come il capitone o le anguille a cui abbinare contorni di verdure come i broccoli o i cavolfiori lessati e consumati in padella. Il grande cenone culminava col dessert che, a quei tempi era costituito da frutta secca e crocette ovvero fichi seccati e imbottiti con noci e mandorle.

Frutta Secca per la vigilia dell'immacolata

E per dessert frutta secca, pignolata e liquori fatti in casa


Negli anni Cinquanta e Sessanta sulle tavole del Sud non erano ancora arrivati i panettoni: il dolce per eccellenza delle feste nostrane era la pignolata. In pratica una versione tutta calabrese degli struffoli napoletani. Sulle tavole lametine, per le festività natalizie, non potevano mancare i liquori fatti in casa. Le mamme e le nonne si prodigavano per tempo all’acquisto di essenze e di tutti gli altri ingredienti necessari per preparare con vera arte casalinga dei liquori che oggi sono delle specialità. Dallo cherry al rosolio, dal nocino al brandy, dall’anice per macchiare il caffè all’amaretto, passando per il vino passito e per il tanto ‘gettonato’ liquore al caffè.

Pignolata Nicastrese
La pignolata

Questo, in sintesi, il menù delle vigilie che più o meno si ripeteva per tutto il periodo delle festività, solo con qualche piccola variante. In sostanza si trattava di un cenone piuttosto leggero: niente salsine e creme ipercaloriche come vuole la gastronomia di oggi, niente cucina fusion con contaminazioni etniche nei piatti. Solo pesce e verdure, ovvero prodotti dell’agroalimentare locale freschi di giornata; il tutto condito con olio extra vergine di oliva dei nostri uliveti. Un menu sano che era già una garanzia per la buona riuscita della festa: non contava il numero delle pietanze ma l’attenzione e la passione con cui erano state preparate, insieme alla voglia di condividerle con le persone care della vita.

La vigilia dell’Immacolata, quella di una volta: atmosfera d’altri tempi ultima modifica: 2021-12-07T06:02:28+01:00 da Maria Scaramuzzino

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