I LAMETINI RACCONTANO LAMEZIA TERME

itLameziaTerme

VALORI ED EMOZIONI

La mamma nei racconti e nei ricordi delle figlie

Mamma E Bimba

Presenza radicata nella vita di ciascuno, anche quando gli eventi l’hanno strappata alla vita, la mamma celebrata la seconda domenica di maggio, è il pilastro sul quale si regge ciò che ognuno è diventato da adulto. Ci sono momenti che si inscrivono nei sottili tessuti delle nostre esistenze in maniera inconsapevole eppure profonda. Si tratta di frammenti di esperienze che prendono il nome dei ricordi. Piccole perle preziose dalle quali dipendono le relazioni che intessiamo con le persone che ci stanno accanto.

mamma e figlia

Il primo legame a sottostare alla stretta indelebile di questi lacci emozionali è proprio quello con la madre. La mamma ai cui occhi ciascuno di noi è perfezione. Abbiamo chiesto a donne, figlie ormai cresciute, quale fosse il primo ricordo legato alla propria madre. Ci siamo intrufolati nelle loro vite per carpire i segreti più intimi, nei quali poterci identificare. L’obiettivo che ci siamo posti è stato quello di parlare di madri proprio nei giorni in cui a tutte loro va il nostro pensiero e il nostro augurio.

Mamma, ovunque c’è amore io penso a lei

La prima emozione che assale quando si parla della mamma, che sia la nostra o quella altrui, è l’amore. Mettendo insieme le testimonianze è infatti venuto fuori che se si dovesse descrivere l’amore, allora lo si descriverebbe come la mamma. Si userebbero il colore dei suoi occhi e la luce che sprigionano. “Quando percepisco l’amore”, ci raccontano, “io penso a lei. Ovunque ci sia amore. Anche se vedo un bambino guardare la sua mamma, io penso a lei”. Tant’è che uno dei primi ricordi riguarda proprio le cure materne durante le prime malattie dell’infanzia.

Mamma Natura

La dedizione della mamma, le sue carezze: tutto un continuo parlare d’amore pur nel silenzio della cura. Succede un po’ come con la terra e i suoi frutti: Madre Natura (eccola, un’altra madre!) ne ha cura e li fa crescere protetti dalle intemperie. Su questa idea fluttua uno dei racconti che abbiamo ricevuto. “Nei miei primi ricordi vedo mia mamma nell’uliveto o in campagna a cogliere pomodori o uva. Semina, annaffia… è quello che fa con noi figli da una vita, ci annaffia continuamente, si prende cura delle sue piantine!”. E i figli crescono tracciando nuovi solchi e seminando nuovamente quell’amore.

La mamma è musica, fiori e profumi

È un sentimento, questo, che spesso nei ricordi degli adulti riaffiora come musica. La musica che canticchiava la mamma, appunto. “Non sarà il primo ricordo”, spiega un’altra amica, “ma è uno dei più nitidi. Sulla spiaggia. Io ero piccolina e lei mi cullava cantando una canzoncina che ancora ricordo”. Ma può prendere anche le sembianze di un colore, di mille colori: i colori dei tulipani, il fiore preferito di una delle mamme dei nostri racconti. O quelle di una boccettina di profumo regalata alla mamma dal papà. Questo è un motivo che ricorre tra i ricordi che ci avete consegnato. “Quando si ruppe l’erogatore, mi regalò la boccetta semivuota come giocattolo per le bambole. Aveva un profumo meraviglioso”.

Mamma Profumo

Un profumo che, se facciamo attenzione, lo ritroviamo tutti nella nostra memoria. Dolce, delicato. Rassicurante. Materno. Come il profumo dei trucchi. Arrivava il carnevale e la mamma ci faceva usare i suoi trucchi, quelli che per tutto il resto dell’anno erano intoccabili, chiusi nel suo unico cassetto privato. “Il primo ricordo è un rossetto di Chanel che mi metteva a carnevale, quando mi vestiva da principessa”. E ci sentivamo davvero delle principesse. Delle fatine. Delle dame di corte. Truccate coi suoi colori, inebriate di quella fragranza che le sentivamo addosso per tutto il giorno.

Madri che lavorano e ci “insegnano” l’autonomia

L’amore sano però non è dipendenza e le mamme questo lo sanno. Pertanto non mancano nei racconti che abbiamo raccolto i ricordi legati ai primi insegnamenti. Ai momenti in cui la mamma, con le sue necessarie incombenze lavorative, ci ha regalato la chiave per l’autonomia. “Andavo alle elementari. Il primo pomeriggio giocavo davanti casa, poi lei andava a lavoro e rientrava tardi. Fino alla sera stavo alla finestra ad aspettare che tornasse. Ero la figlia più grande, mi sentivo responsabile anche per mio fratello”.

Mamma Fratelli

Ecco quindi che la mamma ha quel magico potere che le permette d’esserci anche quando non può davvero esserci. E insegna, certo che insegna! Alla mamma, nella maggior parte dei casi, che dobbiamo dire grazie se abbiamo messo per la prima volta in fila delle letterine scoprendo l’incanto della lettura e della scrittura. “Mi ha insegnato a scrivere a quattro anni e mezzo, mi faceva esercitare sul tavolo bianco del terrazzo della casa al mare. Uno dei miei ricordi più belli”.

La tavola accogliente ha il sapore della mamma

Lo abbiamo lasciato per ultimo non perché fosse il meno importante (come se davvero possa esserci un ricordo meno importante di un altro!). Di cosa parliamo? Ma della tavola! Le mamme dei racconti, le mamme che abbiamo incontrato e conosciuto, lavoratrici o casalinghe, sono donne che trafficano dietro i fornelli. Lo scopo di questo loro continuo lavorio non è quello del mero nutrimento. Ovunque potremmo trovar da mangiare per soddisfare i nostri bisogni fisiologici.

Gnocchi al ragu

Il cibo delle mamme è il cibo della cura. Sembrerà lapalissiano metterlo nero su bianco, ma non possiamo tacerlo se parliamo di madri. È un cibo che parla e dice “Io ti penso, ho cura di te, dei tuoi pensieri, di ciò che sei!”. Per questo anche un piatto di gnocchi con provola filante, cucinato nelle occasioni speciali, diventa una tacita dichiarazione d’amore ogni volta che arriva in tavola.

La mamma nei racconti e nei ricordi delle figlie ultima modifica: 2020-05-09T06:45:56+02:00 da Daniela Lucia
To Top