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CULTURA LUOGHI DI RITROVO

L’Aghia Sophia Fest e i sogni a due passi dalle nuvole

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Nel bel mezzo di questa torrida estate, tra le storiche cinta dell’Abbazia di Corazzo, custodi di un riposto misticismo, si svela l’indulgente seduzione dell’incontro tra musica e parole grazie all’Aghia Sophia Fest. Due giorni dedicati alle polimorfe espressioni artistiche, alla confortevole unione di tutto quello che rinvigorisce l’anima. Una confluenza di sguardi che si ritrovano, occhi che chiedono di essere riconosciuti, sorrisi adombrati da un cromatico polipropilene ormai diventato accessorio di tendenza e tanta, tantissima voglia di ritornare a cantare.   

Aghia Sophia Fest e la celebrazione di musica e parole

È una sensazione singolare quella che insorge a metà della bella stagione. Una bieca melanconia per i giorni ormai alle spalle si mescola alla smania di collezionare gli ultimi afflati di leggerezza. In questo lampante battito di ciglia si insedia l’Aghia Sophia Fest, un festival dalle nebulose coordinate che ha donato “parole e suoni a due passi dalle nuvole”.

aghia sophia gadget
Uno degli stand presenti all’Aghia Sophia Fest

E proprio in questo nugolo di storia, nel cuore della Sila piccola, l’arte della musica ha incontrato l’ammaliante  potere della dissertazione filosofica. L’epico amplesso si è consumato tra i resti dell’Abbazia di Corazzo, costruita intorno al 1060 e teatro delle mistiche predicazioni dell’Abate Gioacchino da Fiore.

Un festival per celebrare il virtuosismo culturale

Il festival, alla sua prima edizione, ha celebrato già una importante circostanza: proprio dodici anni fa, nel 2008, i suoi ideatori si sono incontrati e subito riconosciuti. Il filo di Sophia è il collettivo studentesco nato tra i banchi dell‘Università della Calabria con il nobile sogno di fondere in una fruibile antologia, poesia, filosofia e mitologia. Quella che nel 2012 diventa una Associazione Culturale conta già oltre duecento eventi organizzati, promuovendo la libera circolazione culturale sul territorio regionale.

le t-shirt dell'aghia sophia fest
Le t-shirt presenti all’aghia sophia fest.

Un arcipelago di confluenze artistiche che trovano ampio spazio in rassegne, seminari, festival e concerti. Dalle espressioni musicali a quelle letterarie e filosofiche, il fil rouge che le collega è sempre la volontà di non trincerare la conoscenza ma offrirla in oblazione come nella propiziatoria Thysia greca. Non un aristotelico pensiero metafisico, però, e nemmeno una dialettica che si avvicina all’hegeliano concetto di ‘assoluto’ ma una filosofia pratica, una chiave che apre le porte dell’agire quotidiano.

Aghia Sophia e il ricordo del maestro Battiato

Il festival dal suggestivo nome è un richiamo al sapere, alla conoscenza, alla cartesiana virtù del “cogito ergo sum”. Sophia, infatti, è quel concetto esoterico-filosofico preso in prestito al greco antico per indicare il possesso di una scienza analitica, della probità della saggezza morale. Se accostato al termine Aghia, oltre a rievocare un celebre brano dei rubicondi CCCP, conferisce un aurea di laica sacralità alla saggezza.

il pubblico dell'aghia sophia fest
Uno degli interessanti incontri tenuti all’Aghia Sophia Fest

E un festival sulla costante quasi divina della conoscenza non poteva che essere consacrato al compianto Maestro Franco Battiato. Nella giornata della sua apertura, il 24 luglio, un albero di ciliegio ha messo radici proprio di fronte ai ruderi della Abbazia. Un gesto simbolico per celebrare l’eretica rivoluzione musicale che uno dei più grandi sperimentatori artistici ci ha donato con il suo testamento poetico.

Un cartellone ricco di arte

Questa emblematica semina prelude ad un cartellone ricco di “musica e parole”. Il festival ha tagliato il nastro con una visita guidata tra i resti della Abbazia, in compagnia di Claudia Coppola. Un viaggio tra le poderose mura simboleggianti la perfezione mistica alla quale aspiravano i monaci che le hanno abitate e che ognuno di noi tenta, tra gioie e difficoltà, di replicare nella routine quotidiana. Il pomeriggio è stato poi impreziosito dalla sagace rassegna “La splendida inutilità della filosofia”. L’incontro dal titolo controverso, ideato da Matteo Saudini, padre del canale You-tube BarbaSophia, ha stuzzicato la riflessione filosofica utilizzando l’essenziale linguaggio del racconto. Al calar del sole, le parole sono mutate nelle inquiete ed incalzanti note degli Artico, per essere poi chetate dalle melanconiche strofe dei romantici Prospettive di Gioia sulla Luna e su quelle sperimentali di Yosonu.

uno scatto di Motta
Il polistrumentista e cantautore Motta

Finale col botto per la prima serata del festival. A dare la buonanotte ci ha pensato il sentimentale polistrumentista amante della nostalgia e paladino di chi è abituato a stare in fondo, Motta. Il cantautore de “la fine dei vent’anni” ci ha cullati con la dolce melodia della sua lirica nell’unica data calabrese del tour estivo. Semplice è il nome del suo nuovo disco che sembra calzare a pennello con il generale ridimensionamento dello spirito a cui stiamo assistendo durante questa amara epoca. Il rimbocco delle coperte è stato invece affidato al dj set di Fabio Nirta, apprezzato disk jockey attivo da anni nel panorama musicale nazionale.

La seconda e ultima giornata del festival

Ad aprire il sipario della seconda giornata sono state le affascinanti parole di Andrea Colamedici e Maura Gancitano, fondatori di Tlon, con il loro programma di divulgazione culturale “Meraviglia Immaginazione Comunità“. Seguito dallo spettacolo di Uomo senza Tonno, pseudonimo di Marco Giarratana, lo chef che, parafrasando con un piglio ironico il celebre thriller, monopolizza le cucine altrui portando la sua arte culinaria a domicilio.

Babilonia Teatri
I Babilonia Teatri durante la loro suggestiva esibizione

Ciò è bastato per dare ai pensieri la forma leggera delle nuvole per essere trasportati in un universo parallelo fatto di caricature artistiche inscenate con maestria dai dissacranti Babilonia Teatri, formazione culturale a più voci definita pop, punk e rock. Dopo questa “abbuffata” artistica a 360°, i fianchi si sono scaldati seguendo il vorticoso movimento di Italia Serie Oro, dj set a firma Roberto Vagliolise.

Aghia Sophia e la cura ai mali del nostro tempo

Voleva arrivare a due passi dalle nuvole l’aghia Sophia Fest e invece ci ha ballato sopra. Con lo sguardo disincantato della consapevolezza, il Filo di Sophia conosce tutte le crepe delle proprie mura domestiche. Ma alla stessa maniera ha imparato ad apprezzarne potenzialità, robustezza e familiarità. Il festival pare avere tutte le carte in regola per trasformarsi in un appuntamento fisso per gli appassionati del caleidoscopico universo artistico.

gadget e locandina del festival
I gadget presenti allo stand dei Vivai Milone

Un rendez-vous dal quale uscire rigenerati e arricchiti. Le rassegne e i concerti in programma sono stati impreziositi e perfezionati da istallazioni artistiche, mostre fotografiche e food truk con le eccellenze del territorio. Non è mancata neppure l’originalità e la sostenibilità ambientale, scovata tra gli stand installati qua e là tra i ruderi, come quello dei Vivai Milone e delle sue matite piantabili. Una scommessa vinta quella del Filo di Sophia, che con l’Aghia Sophia ha dimostrato quanto vincente possa essere il binomio cultura – divertissement.  Che ‘la cura’, appropriandoci indebitamente dell’opera magna del Maestro Battiato, per lenire un po’ dell’inquietudine lasciata dall’epoca pandemica non sia proprio abbandonarci alla leggerezza delle nuvole?

(Foto Vivai Milone)

L’Aghia Sophia Fest e i sogni a due passi dalle nuvole ultima modifica: 2021-07-30T06:31:43+02:00 da Martina Falvo

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