ARTE TRADIZIONI

Il Venerdì Santo e la processione dei Mistìari a Sambiase

Processione Cristo

I riti della Settimana Santa sono oramai al culmine e a Sambiase si aspetta con trepidante attesa la tradizionale processione dei Mistìari. Questa sera, Venerdì Santo, le strade della città saranno gremite di fedeli che ricorderanno la Passione e morte di Gesù, recitando le litanie al seguito delle antiche statue.

Le statue del 1600 portate in processione

Conservate nella Chiesa dell’Annunziata retta dalla congrega omonima, i Mistìari, per i sambiasini sono molto importanti. Enrico Borrello nel suo libro, ci dà orientativamente il periodo della loro realizzazione, 1601, anno in cui è istituita la congregazione dell’Annunziata riconosciuta poi nel 1622 il 25 maggio dal Vescovo Confalone. Una data, invece, appuntata sul retro di una statua, ricorda un restauro, 1683. Sono sculture in cartapesta e gesso dipinte di grande valore artistico. Di autore ignoto ma sicuramente di fattura napoletana, sono statue da processione e sono la rappresentazione iconica dei momenti più importanti della sofferenza e della morte del Cristo.

Processione- statua dell'addolorata e del cristo morto

Attraverso la statuaria è raccontato il percorso di Gesù dal momento del tradimento alla morte. Tutta la Settimana Santa rivive in questo gruppo di statue molto suggestive. Ma cosa significa Mistìari? L’etimologia del nome è duplice. Certamente chiaro e immediato è il pensiero ai Misteri della Passione del Cristo, riconosciuto canonicamente dalla Chiesa.

Misteri o mestieri?

Nell’uso dialettale della parola, però, vi è un fortissimo rimando al lavoro e ai mestieri, i mistìari appunto. Questo è collegato a una consuetudine del passato. Un tempo, infatti, le statue erano portate in processione, ognuna, da rappresentanti delle corporazioni: artigiani, commercianti etc. Un alto valore simbolico, questo, che considerava il lavoro degno di sopportare il peso della fatica e delle sofferenze del Cristo al contempo. Si affidava il proprio lavoro a Dio, dietro il pagamento di una cospicua indulgenza, per ottenere la remissione dei peccati. I rappresentanti delle corporazioni potevano così sfilare in processione avendo la garanzia del paradiso.

Processione statua della passione di cristo

Tra gli anni Settanta e Ottanta questa consuetudine fu interrotta. Iniziarono a portare le statue processionali giovani e uomini del paese, e anche molte ragazze e donne che frequentavano la parrocchia di San Francesco di cui l’Annunziata fa parte. Abitudine purtroppo andata persa. I portatori ora sono tutti uomini, indossano un camicie bianco con la corona di sparacogna (l’asparago selvatico) in testa.

La sofferenza del Cristo nelle statue processionali

Le statue come ci dice ancora il Borrello elencate nella Platea dei beni della Chiesa, sono quelle ancora oggi esistenti: Gesù che fa orazione, Gesù legato alla colonna, Gesù con la canna legata in mano, Gesù che porta la croce, Gesù crocifisso, Gesù morto. La loro bellezza è legata al momento raccontato. L’emozione della Settimana Santa è espressa sapientemente dalle mani dell’artista che le ha realizzate, nel volto sofferente del Cristo, consapevole del destino a cui andava incontro. Ognuna di esse attira lo sguardo, porta alla meditazione e ci fa ripetere i versi della liturgia:“Popolo mio che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta!”.

Processione Cristo Morto

Nella processione di Sambiase del Venerdì Santo, non vi è la crudezza di molti altri riti pasquali calabresi, tutto è riportato alla meditazione e alla riflessione sulle sofferenze di un uomo morto per la salvezza del mondo. Il suo vagare per le strade del paese diventa quasi una richiesta di redenzione.

La processione del Venerdì Santo e la promessa di salvezza

A chiudere il gruppo in processione, dietro la varetta, la bara di Gesù, la Vergine Addolorata “Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat Filius”. La Madre che conosceva il suo destino e che ha patito per la morte del suo figlio. Il volto dolente, sfigurato dallo spasimo, pallido nella sofferenza,il cuore trafitto da spade, ma che mantiene la bellezza incorrotta della sua giovinezza e del suo essere stata prescelta per portare in grembo il figlio di Dio.

Processione la statua dell'Addolorata

Infine l’apostolo preferito, sempre presente nell’iconografia tradizionale, San Giovanni, con indosso una veste candita e nelle mani un drappo bianco che servì a detergere il volto del suo Dio. Il percorso processionale percorre le stesse strade calpestate per secoli, ci riporta tra i vicoli, tra i balconi fioriti e adornati dalle coperte più belle. Un gesto di devozione e rispetto. Ad accompagnare il mesto corteo anche i carabinieri in alta uniforme. I sambiasini affidano al Cristo, le proprie sofferenze, si percuotono il petto per una colpa non estinta, con la certezza che dopo tre giorni la Resurrezione ridonerà la vita a chi è stata tolta sperando nella propria salvezza.

Gianna Maione

Autore: Gianna Maione

Curiosa, frenetica e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo amante della lentezza tipica del mio Sud. La cosa importante è sfuggire la noia! L’arte, il cinema, i libri sono i miei fidati compagni di viaggio, insieme ai miei amici più cari e ai miei studenti, che non finirò mai di ringraziare. La scrittura, una bellissima abitudine!

Il Venerdì Santo e la processione dei Mistìari a Sambiase ultima modifica: 2019-04-19T09:47:18+02:00 da Gianna Maione

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