itLameziaTerme

CIBO CUCINA TRADIZIONALE

I turdilli al vino cotto, tipica golosità sulla tavola delle feste

Turdilli Calabresi 4

I turdilli al vino cotto sono dei dolci calabresi tipici della tradizione natalizia. E’ una ricetta che si tramanda ormai da diverse generazioni. Nato, in origine, come dolce unicamente natalizio, oggi può essere gustato anche nel periodo di Carnevale. E comunque, data la sua prelibatezza, con questo dolce non si rischia mai di fare brutta figura. Davvero i turdilli possono essere serviti su una bella tavola imbandita a conclusione di un lauto pasto, per qualsiasi grande occasione.

La tradizione dei “turdilli allu vinicuattu”

E’ una ricetta semplice ed economica. In qualsiasi famiglia nei tempi antichi si trovava del buon olio extravergine, tipico della nostra terra, il vino, la farina e il vino cotto per addolcirli. I turdilli sono un piatto povero, ma in grado di farci gustare il sapore degli alimenti più tradizionali della nostra terra. Sulla tavola di molti calabresi, in occasione delle festività natalizie non mancano i turdilli calabresi al vino cotto.

Turdilli Calabresi 1

In alternativa al vino cotto può essere utilizzato il miele caldo o il miele di fichi. Si deve essere fortunati per trovarlo in commercio, è quasi impossibile, vista la sua lunga lavorazione per ottenerlo. Gli ingredienti necessari sono: 750gr di farina tipo 0, 300 ml di vino rosso, 140 ml di olio, 1 pizzico di sale, 1 pizzico di cannella, 150 ml di vino cotto, 1/2 litro d’olio d’arachidi per friggere.

La preparazione

Scaldare in un pentolino il vino rosso, l’olio e il sale, fino a farlo quasi bollire. Un volta tolto dal fuoco, far stemperare ed unire a poco a poco la farina miscelata con lo zucchero ed il sale. Aggiungere la cannella e amalgamare bene tutti gli ingredienti. Spostare l’impasto su di un piano e lavorarlo con le mani fino ad ottenere un composto morbido e liscio. 

Turdilli Calabresi 3
I turdilli lavorati a forma di gnocchi

Formare dei filoncini grossi quanto un pollice e tagliarli della lunghezza di 3-4 cm. Schiacciarli sulla spianatoia per creare un incavo al centro. Friggere i turdilli alla temperatura di circa 175°C.  Una volta pronti, bisogna scolarli e lasciarli raffreddare. Nel frattempo, scaldare il vino cotto in una padella e quando i turdilli saranno freddi, immergerli poco per volta, bagnandoli completamente. Porli così imbevuti su di un vassoio e servirli accompagnati da un buon liquore da dessert. Possono essere conservati per circa 10-15 giorni.

Il vino cotto nella tradizione calabrese

In Calabria con il vino cotto si realizzano tantissimi dolci tipici ed anche qualche pietanza salata. In passato non c’era dispensa che non custodisse gelosamente almeno una bottiglia di questo meraviglioso nettare. La sua preparazione è abbastanza lunga, dunque se si conosce una cantina o un contadino che produce vino, si potrebbe chiedere direttamente il mosto.

Turdilli Calabresi (5)
I turdilli pronti per essere serviti

In caso contrario, per prepararlo in maniera casalinga serviranno: 5 kg di uva nera, 2 chiodi di garofano, un pezzetto di scorza di cannella, la buccia di un limone la buccia essiccata di un’arancia. Per ottenere un buon vino cotto senza rischi di contaminazioni, la primissima cosa da fare è quella di sterilizzare tutti gli utensili da cucina che verranno usati per la preparazione. Gli strofinacci che si andranno ad usare dovranno essere freschi di bucato ed il piano da lavoro pulito e igienizzato.

U vinicuattu

Liberare i chicchi d’uva del raspo, schiacciarli e bollirli in una pentola. Quando il composto si sarà raffreddato bisogna filtrarlo con una garza o uno strofinaccio a maglia larga. Strizzare bene per recuperare la maggior quantità di liquido possibile. Raccogliere il succo in una pentola e cuocerlo a fuoco basso. Dopo circa un’ora immergere tutti gli aromi precedentemente inseriti in un sacchetto di tela. Il nostro vino cotto sarà pronto quando il volume del mosto sarà all’incirca un terzo di quello iniziale.

Uva In Cottura
La preparazione del vino cotto

Questa fase deve avvenire a fuoco lento per dare il tempo all’acqua di evaporare e far così concentrare gli zuccheri contenuti nell’uva, senza però farli caramellare. Dopo aver tolto il sacchetto degli aromi, imbottigliare il vino cotto ancora caldo e chiuderlo ermeticamente. Se la bottiglia resta chiusa, può essere usato anche dopo un anno. Dopo l’apertura invece è bene conservarlo in frigo e consumarlo nel giro di qualche mese.

I turdilli al vino cotto, tipica golosità sulla tavola delle feste ultima modifica: 2020-12-30T08:34:40+01:00 da Giulia Pizzonia

Commenti

To Top