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Leonardo Caimi, ambasciatore del bel canto nel mondo

Caimi Copertina

Calca i palcoscenici dei teatri più importanti a livello internazionale, cantando le arie delle opere più famose. Ha una voce potente ed un repertorio vastissimo che ne fanno un artista eclettico e poliedrico dalla significativa presenza scenica. Il tenore Leonardo Caimi, nato a Lamezia Terme, è un artista ormai affermato nel mondo della lirica e molto apprezzato dal pubblico del melodramma.

ambasciatore bel canto - Caimi

La filosofia

Una laurea in filosofia delle religioni e un diploma in clarinetto e canto al conservatorio di Messina; una carriera ricca di prestigiose esibizioni nelle opere liriche più famose, unitamente alla partecipazione ad eventi musicali di valenza internazionale. Caimi, ambasciatore del bel canto nel mondo, così ripercorre la sua straordinaria carriera. “La passione per la musica è cominciata fin da ragazzo, ai tempi della scuola con la banda di Lamezia – racconta Caimi – L’altro mio grande amore è stata poi la filosofia. In realtà continuo a fare filosofia mentre canto, nel suono trovo una certa luce, un certo misticismo”. Conclude gli studi e i professori gli chiedono di restare all’università ma la musica comincia ad entrare in maniera preponderante nella sua vita.

ambasciatore bel canto - Caimi Opera

Il primo concorso

Per un incidente alla mano deve abbandonare per sempre il sogno di fare il musicista ed intraprende gli studi di armonia e contrappunto per fare il direttore d’orchestra. Chi ascolta la sua voce gli consiglia di studiare anche canto e così, nel settembre del 2002, partecipa ad un concorso internazionale. “In commissione al concorso c’erano direttori artistici importantissimi. Come aria a piacere io portai ‘La furtiva lacrima’ tratta dall’Elisir d’amore di Donizetti – ricorda Caimi – Mi qualificai, passai la semifinale. Alla finale presi la borsa di studio. Dopo un mese ho fatto un altro concorso e da lì è iniziato tutto”.

ambasciatore bel canto - Caimi Concerto

Il debutto

Il tenore lametino evidenzia quanto sia amato e apprezzato il melodramma italiano nel mondo. “Siamo amati nel mondo per la cucina, la moda e la lirica. Se i nostri giovani non conoscono il mondo dell’opera non è colpa loro perché il bel canto non viene studiato – fa notare Caimi – Sono critico nel confronto del sistema che non fa conoscere sufficientemente questo patrimonio artistico che è solo nostro. Gli italiani amano la lirica ma non quanto la amano gli europei, gli americani e gli orientali in modo particolare”. Nella vita di un tenore non si dimentica mai il debutto. “La prima volta che ho cantato in pubblico è stato per sostituire il protagonista- rammenta Caimi – È successo a Montalto Uffugo (Cosenza) per l’opera Pagliacci di Leoncavallo, il ruolo era quello di Arlecchino. Tutto è avvenuto nella stessa piazza dove è avvenuto l’omicidio che ha ispirato Ruggero Leoncavallo per la sua opera. E’ stato davvero un battesimo del fuoco, proprio in Calabria, nella mia terra d’origine”.

ambasciatore bel canto - Caimi Teatro Colon

I melomani

Girare il mondo per fare l’ambasciatore del bel canto vuol dire esibirsi davanti ad un pubblico sempre diverso: il pubblico dei melomani che è il più difficile e temuto dagli artisti della lirica. “Mi è rimasta nel cuore la rappresentazione dell’Adriana Lecouvreur di Cilea al Colón di Buenos Aires. Fino a quando non canti in quel teatro non comprendi che significa esibirsi davanti ad un pubblico appassionato che non ha mezzi termini. Ma, del resto, i melomani sono così: o ti osannano o non ti perdonano nulla”. Fra i tanti autori della lirica Caimi preferisce Giacomo Puccini “perché nelle sue opere ci sono tutti gli altri. In Puccini – sostiene il grande tenore – si coniuga tutto alla perfezione, c’è un equilibrio straordinario tra canto e attorialità”. Per Caimi quelle raccontate dalla lirica “sono storie senza tempo. Il teatro ci dà la possibilità di vivere altre vite che possono sempre essere contestualizzate. Per quanto mi riguarda – conclude il tenore lametino – il personaggio in cui mi rispecchio di più è quello che ancora devo fare”.

Leonardo Caimi, ambasciatore del bel canto nel mondo ultima modifica: 2018-10-26T13:15:23+01:00 da Maria Scaramuzzino

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