CULTURA INTERVISTE

La libreria più antica di Lamezia, intervista a Savina Ruberto

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Negli anni ’70 la libreria Sagiolibri apre i battenti a Lamezia. Una nuova realtà si affaccia su un contesto sociale che sta cambiando. Piccola ma ricca di tesori, la libreria di Savina Ruberto è ancora lì, nel suo angolo, e la libraia ci racconta la sua vita tra i libri. Dalla giovinezza ai grandi incontri fino a confessarci che ancora oggi, dopo quarant’anni, i libri non hanno smesso di emozionarla.

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Il mondo di libri di Savina Ruberto

Come nasce la prima libreria a Lamezia?

Nasce un po’ per caso, perché io non pensavo affatto di fare la libraia. Ero presa dallo sport e progettavo di frequentare l’Isef. Per una serie di motivi non proseguii per quella strada e mi trovai in questa avventura. All’epoca esistevano solo librerie scolastiche, c’era la vecchia libreria Minerva sul corso che aveva un po’ di narrativa. Tuttavia la concezione della libreria come luogo in cui girare tra gli scaffali e scegliere un libro non esisteva. Erano anni anche di fermento culturale, c’era tanta gente presa da temi sociali, quindi il contesto era culturalmente fertile. Ci avventurammo in questo progetto. Io non ero una grande lettrice, lo sono diventata andando avanti e ciò ha consentito di creare una dimensione diversa sia per la libreria che per il mio ruolo di libraia.

Cos’ha imparato la libraia Savina dalla sua esperienza sul campo?

Ho avuto l’umiltà di mettermi a studiare il mestiere del libraio frequentando la scuola “Umberto ed Elisabetta Mauri”. Queste esperienze mi hanno dato la possibilità di entrare in contatto con grandi editori come Valentino Bompiani, Inge Feltrinelli e i Mauri.

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Savina Ruberto con Inge Feltrinelli

Quindi la mia figura si è plasmata non solo grazie alle lezioni che ci tenevano, ma anche cogliendo gli insegnamenti che questi grandi personaggi dell’editoria elargivano nel quotidiano. In ogni momento di pausa, cena o passeggiata che fosse, io ero come una spugna. Cercavo di carpire tutto quello che loro dicevano. Questa scuola mi ha quindi indotta a pensare non a una libreria isolata nel centro della Calabria, ma a un anello di un’unica catena. Vedevo la mia libreria come elemento importante della distribuzione del libro.

Tra gli incontri che hai avuto, hai sottolineato quello con Inge Feltrinelli, scomparsa da poco. Cosa ti ha lasciato?

Fin da subito ho capito che era una donna forte, coraggiosa e anche molto simpatica. Era forte perché ha dovuto affrontare tanti momenti importanti nella sua vita. Conoscendola ho capito che le persone culturalmente grandi, lei come anche Valentino Bompiani, non hanno bisogno di dimostrare nulla, sono le persone più semplici di questo mondo. Sono persone che si rapportano con gli altri con familiarità e umiltà.

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Uno degli incontri organizzati alla Sagiolibri

In qualità di libraia, senti la responsabilità della scelta?

La responsabilità si sente. È stata come un crescendo, aumentava in maniera proporzionale alla consapevolezza scaturita dalle letture. E con essa cresceva l’impatto della libreria sulla gente. Anche perché nel tempo questa libreria è divenuta una sorta di salotto. A volte riesco a consigliare i libri anche in base allo stato d’animo della persona. Mi capita infatti di sentirmi quasi come un medico! Indago sulle necessità, sulle aspettative e sui sentimenti del lettore. Per questa ragione si sono creati anche solidi rapporti con chi frequenta la libreria. Sono qui da più di quarant’anni, ci sono cresciuta, si sono create relazioni durate nel tempo. La responsabilità di chi lavora coi libri dev’esserci, insieme all’entusiasmo che questo lavoro trasmette se lo si fa con passione.

Come ha inciso questa libreria nella crescita culturale di Lamezia?

Forse bisognerebbe chiederlo agli altri! Riscontri ne ho sia fuori dalla città, in quanto mi si riconosce come la libraia di Lamezia, sia nella città per i motivi di cui parlavamo. Inoltre, anche dal punto di vista fisico, essendo la Sagiolibri qui da sempre, nello stesso luogo, è come se facesse parte della geografia della città, della sua fisionomia.

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Domenico Dara, lo scrittore ad un incontro alla Sagiolibri

Un aspetto di questo rapporto con Lamezia è stato sicuramente la possibilità di veder crescere piccoli lettori che, in alcuni casi, sono tornati qui poi a presentare i loro libri. Bambini che venivano coi genitori, accompagnati nelle loro prime letture, sono tornati da grandi riconoscendo l’esperienza fatta qui dentro. Un libro ti può cambiare la vita e quindi la libraia che ti ha consigliato, da piccolo, il libro giusto è un punto di riferimento.

Che rapporto hai coi libri dopo tutti questi anni?

Quando arriva il prodotto finito, il pacco coi libri che ho ordinato, c’è ancora la curiosità di scoprire il nuovo. Rimango ancora oggi incantata dal profumo dei libri, dall’immagine di una copertina, da una frase letta al volo.

Daniela Lucia

Autore: Daniela Lucia

Mi considero una scrivana senza arte né parte. Sono vocata alla scrittura per indole naturale, bruciata dal sacro fuoco della lettura e attratta dalla storia quale grande biografia dell’umanità sempre in divenire. Laureata in filosofia e comunicazione all’Unical, dove ho completato gli studi con un master in editoria. Scrivo ovunque. Anche sui fazzolettini di carta. Amo il Natale.

La libreria più antica di Lamezia, intervista a Savina Ruberto ultima modifica: 2018-12-18T08:30:31+02:00 da Daniela Lucia

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