STORIA

Elvidio Borelli, medaglia d’oro al valor militare della Prima guerra mondiale

Lapide In Memoria Di Elvidio Borelli A Lamezia

Elvidio Borelli naque a Nicastro (ora Lamezia Terme) il 21 settembre 1893 da Giuseppe e Antonietta Guzzi in un’umile famiglia.
Frequentate le prime classi elementari, nel 1913 perse il padre e divenuto maggiorenne, per contribuire a sostenere la madre e la sorella Maria, si mise a lavorare facendo il muratore, ma visto le scarse entrate finanziarie, come molti italiani in quell’epoca decise di emigrare in Sud America, a Buenos Aires, per tentare la fortuna. Ma ben presto dovette rientrare in Italia.

Elvidio Borelli

Elvidio Borelli va in guerra

Il regno italico decise di entrare nel Primo conflitto mondiale (24 maggio 1915), dopo vari tentennamenti politici che lo portarono a tradire  il patto diplomatico con la Triplice Alleanza (stipulato con Impero tedesco e austro-ungarico nel 1882) in favore del Patto di Londra (1915) siglato in segreto con Inghilterra e Francia. Così Elvidio Borelli che era emigrato in Sud America, ricevette anche lui la cartolina di leva. Da fervente patriota e senza esitazioni rientrò in Italia per essere arruolato, e  si presentò così al distretto militare di Catanzaro (17 luglio 1915).
Inviato sul fronte di guerra, e inquadrato nella Brigata Piacenza (111 e 112 RF) subito si distinse per coraggio e spregio del pericolo ottemperando al meglio il ruolo di esploratore e di porta ordini. Il suo coraggio gli valse ben presto, il 5 novembre 1915, la promozione a Caporale e il conseguimento di una medaglia di bronzo al V.M. in occasione della IV battaglia sull’Isonzo contro gli austriaci avvenuta sul Monte San Michele.

Il Sacrario Militare Di Asiago
Mantenne durante la sua assenza da Nicastro una regolare corrispondenza epistolare con la madre, ancora oggi purtroppo in gran parte inedita, e da quelle poche lettere rese pubbliche traspare tutto il sentimento patriottico che il giovane calabrese provava nei confronti della ‘causa nazionale’.
L’ultima sua missiva alla famiglia sarà vergata l’ 11 maggio 1916.

La morte a soli 24 anni

Elvidio Borelli troverà morte eroica nel luglio 1916, a soli 24 anni, sul Monte Mosciagh. L’esercito italiano, dal maggio 1916, resisteva con tenacia agli attacchi sistematici degli austriaci (strafexpedition), col quale volevano sfondare la nostra linea difensiva e dilagare in territorio italiano. Così, dopo l’eroica resistenza della Brigata Milano (159° e 160° RF), la Brigata Piacenza a cui apparteneva Borelli mosse ripetuti attacchi contro gli austriaci nei mesi di giugno e luglio (30 Giugno, 6, 22 e il 23 luglio) con lo scopo duplice di avanzare di posizione e di respingere gli austriaci, purtroppo inutilmente, in quanto moltissime saranno le perdite in vite umane perdite e molto scarsi i risultati conseguiti.

La Piazza Al Centro Di Lamezia Con La Lapide In Memoria Di Elvidio Borelli

Il 23 luglio sarà l’ultimo giorno di vita del Borelli: il “proiettile umano”, così era chiamato dai suoi commilitoni e superiori, postosi a capo di una squadra della 6^ compagnia di reggimento, ancora una volta sprezzante del pericolo si gettava con eroismo verso le linee nemiche austriache, tentando vanamente di aprirvi un varco. Ferito a morte, prima di spirare, pare che incitò un’ultima volta i suoi commilitoni a resistere al nemico.

Le onorificenze

In sua memoria fu premiata la madre Antonietta con una Medaglia d’oro al valore militare (d.L. 31 dicembre 1916) con la seguente motivazione: “Durante un intero anno di guerra, dava costante prova di mirabile coraggio e di ardente amore di Patria. Sempre primo agli assalti ed alla distruzione delle formidabili difese avversarie, era anche esploratore arditissimo ed intelligente informatore. Nell’attacco del 23 luglio, primo fra tutti, si slanciava sul reticolato nemico, tentando di aprirvi un varco. Ferito a morte, incitava ancora con nobili parole i compagni; fulgido esempio delle più belle virtù militari. – Monte Mosciagh, 23 luglio 1916”. Le sue spoglie mortali oggi riposano presso il Sacrario Militare di Asiago (Vicenza), assieme ad altri suoi commilitoni italiani ed austriaci, di cui molti purtroppo non identificati.

Il ricordo in piazza San Domenico

Medaglia Borelli

Fin quando sarà in vita, la madre del Borelli sarà partecipe ogni anno, vestita rigorosamente a lutto, alle cerimonie commemorative della Grande Guerra sul centralissimo corso Numistrano di Nicastro (oggi Lamezia), avendo appuntata sul petto la Medaglia d’oro in memoria del figlio.
Nicastro intitolerà a Elvidio Borelli una piazza e una lapide commemorativa in quella che era all’epoca sede del comando militare in piazza san Domenico (oggi sede del Museo archeologico lametino).
Altre vie in sua memoria sono presenti a Catanzaro e Crotone.

Matteo Scalise

Autore: Matteo Scalise

Nato a giugno di qualche anno fa, curioso fin da bambino, amo scoprire sempre posti nuovi sopratutto la loro Storia. Aspirante prof, amo comunicare le mie passioni con tutte le forme di linguaggio possibili. Da qualche anno, per passa tempo, faccio anche il poeta.

Elvidio Borelli, medaglia d’oro al valor militare della Prima guerra mondiale ultima modifica: 2018-09-18T10:31:27+00:00 da Matteo Scalise

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