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Color Fest 2020: il festival indie che squarcia il silenzio

Color Fest Pubblico

Color Fest, il festival indie più importante del Sud Italia. Nell’estate dell’incertezza, riadattata giornalmente alle ordinanze governative emanate, abrogate e riconfermate, pochi spettacoli hanno resistito, integerrimi, al susseguirsi degli eventi. Il Color Fest, il più importante Festival della musica indipendente del Mezzogiorno, è stato uno di questi. Tra gli ulivi dell’Agriturismo Costantino, adagiato sulle colline di Maida, l’estate lametina si è riaccesa. Ed è stato bellissimo!

L’estate degli equilibri precari

Sembrava destinata al silenzio e a passere in sordina, l’estate di questo infausto anno. Solo qualche mese fa, sdraiati nelle nostre camere da letto ogni giorno più strette, cercavamo di immaginare il presumibile andamento della bella stagione. Chi si immaginava al mare, chi la riteneva ormai compromessa, chi non riusciva proprio a congetturarla. E ripescando i ricordi delle estati trascorse, una crepuscolare malinconia si faceva strada. Per le spensierate notti in spiaggia, per i passionali ed effimeri amori estivi, nati e consumati come il fuoco dei falò davanti ai quali sono divampati, per i colori dell’alba, principio di una nuova infuocata giornata o finale perfetto di una notte leggera.

Color festival slide

Per la gioia regalata al palato dalle leccornie degustate alle sagre di paese e per le canzoni urlate ai festival di fronte ai cantanti preferiti. Cosa ci sarebbe stato concesso? A cosa avremmo dovuto rinunciare? Tra imposizioni, restrizioni e azioni lasciate alla responsabilità civica di ognuno ( o almeno così ci si aspettava) alla fine l’estate è sopraggiunta. Arrangiata, inusuale, ripiegata alle possibilità permesse, circoscritta ai confini nazionali o regionali. Ma soprattutto silente. E in questo tempo nebuloso e sussurrato, come un arpeggio di estensione crescente, il timbro sonoro del Color Fest ha squarciato il silenzio.

Un festival per ricominciare dalla musica e dalle persone

Per molti il Color Fest è stato il primo evento musicale dal vivo dopo mesi di spettacoli annullati, dirette instagram e concerti in streaming. Riposti nelle tasche gli smartphone di cui si è per troppo tempo abusato, utilizzati come surrogato per infarcire giornate vuote e solitarie, il Festival ha dato finalmente spazio all’elemento irrinunciabile di ogni evento: le persone. “Ricomincio da te” è stato il claim scelto per l’ottava edizione del Color Fest. Appellativo non casuale, chiaramente.

Color festival lo staff dei collaboratori
Lo staff dell’evento

Il percettibile desiderio di lasciarsi, almeno per due serate, tutto alle spalle e ricominciare da dove ci eravamo lasciati si è mescolato alla musica indipendente in un frizzante e catartico cocktail. Il progetto musicale, interamente autofinanziato dalla associazione di promozione sociale “Che cosa sono le nuvole”, ha superato a pieni voti l’esame di sicurezza e distanziamento, dimostrando che una modalità innovativa di ripensare gli spazi e l’aggregazione è possibile.

Ripensare gli spazi e adattarli alle necessità

Prima che una pandemia sconvolgesse le nostre vite e si appropriasse del nostro tempo, tutti noi avevamo stilato programmi di medio-lungo termine. Gli organizzatori del festival, solamente cinque mesi fa, non si aspettavano di certo una edizione caratterizzata dal divieto di stare vicini, di ballare e di accalcarsi sotto al palco. Diversa era anche l’ambientazione pensata e la line up prospettata. Ma, fortunatamente, tra le tante virtù concesse all’essere umano, una delle più fruttuose è senza dubbio alcuno quella di saper rimodulare il proprio piglio per adattarlo alle necessità.

festival all' Agriturismo
Il pubblico del festival nello splendido scenario naturale dell’Agriturismo Costantino

Se poi parliamo degli italiani, popolo di destreggiatori per natura, è come giocare in casa. Cambia lo scenario e mutano gli artisti inizialmente pensati, ma fortunatamente la voglia di stare insieme con una buona musica di sottofondo è rimasta inalterata. Ci si è spostati così a pochi passi da Lamezia Terme, nella rigogliosa flora mediterranea dell’Agriturismo Costantino. La vasta superficie a disposizione ha permesso l’istallazione di due aree: la prima ideata per ospitare i live e la seconda architettata per ristorarsi al food truck.

Una line up ricercata per un festival attesissimo

Ad inaugurare l’overture di questa edizione falotica e speciale, I Legno, l’esilarante duo finito sotto i riflettori con uno scatolone al posto della testa. In ascesa nel panorama indie-pop, Legno è il progetto indipendente prodotto dall’etichetta milanese Matilde dischi. Tra i grandi nomi della serata, Colapesce e Dimartino,  i due artisti siciliani tra le penne più ricercate del cantautorato contemporaneo. Freschi di pubblicazione, “I mortali” è il quasi profetico titolo assegnato all’album inedito uscito in piena emergenza sanitaria.

Brunori trail pubblico del festival
Brunori Sas tra gli ospiti del Color Fest

Un alternarsi di note pop, di scrittura innovativa, di richiami alla terra natia e di omaggi ai giganti della storia musicale italiana. Arriva il turno delle note psichedeliche di Laura Agnusdei, eclettica sassofonista bolognese dal taglio e dal sound eccentrico. Palco condiviso con il toscano Toru, classe ’93 e un gusto musicale che pare provenire da un’altra epoca. Brani intrisi di apostrofe letterarie e note elettroniche, senza perdere mai di vista la profondità della parola scritta.

Un arrivederci composto e pieno di speranza

Due titani del cantautorato italiano hanno condiviso il palco nella seconda giornata del Festival. Programmato il primo e inaspettato il secondo, Giovanni Truppi e Brunori Sas hanno fatto sognare la platea, seduta e composta, in una calda notte d’estate. A far formicolare i piedi ci ha pensato pure Flavio Giurato, pietra miliare del panorama musicale degli anni ’80. Esponente di spicco di quella musica che non necessita di manierismi ma si accontenta di cantare autenticità e raffinatezza estetica. È poi la volta de Le cose importanti che insieme a Ruben, tra una nota e l’altra, presentano il libro “La musica del Futuro”, un commovente ritratto dei Camillas, una delle band più apprezzate nel settore pop-rock alternativo italiano.

Color fest e il libro dei Camillas

Tanti altri nomi, tra esordienti e veterani, hanno animato l’ottavo anno del Color Fest, edizione che resterà negli annali del festival per la sua inedita forma. Non ci sono stati abbracci e pogate quest’anno, le mascherine hanno ostacolato la voce e il prato è stato vissuto nel senso letterale del termine. Quello che non è mancato, invece, è stata la consueta voglia di incontrarsi, di abbandonarsi alla musica di qualità e di ricominciare. Ricominciare da noi.

(Foto Facebook Color Fest 2020)

Color Fest 2020: il festival indie che squarcia il silenzio ultima modifica: 2020-08-18T08:38:42+02:00 da Martina Falvo
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